CORONAVIRUS: LA SOLIDARIETA' DEL DISTRETTO ROTARY 2080 NON SI FERMA
Leggi come il Distretto 2080 sta rispondendo all'impatto della crisi globale dell’epidemia COVID-19.

Fioriture di alghe verdi-azzurre velenose minacciano il bacino occidentale del lago Erie, fonte d'acqua potabile per milioni di persone. I Rotariani della regione si uniscono alla lotta.

 

Per 56 ore, nell’agosto del 2014, quasi mezzo milione di persone, sulle sponde del più vasto sistema lacustre d’acqua dolce del mondo, non hanno potuto bere l’acqua che usciva dai rubinetti. Né potevano usarla per lavarsi i denti o per lavare i piatti. Ristoranti chiusi. Negli ospedali, interventi chirurgici non indispensabili cancellati. Nei negozi, acqua minerale esaurita; e mobilitazione della Guardia Nazionale dell’Ohio.

 

 

Una fioritura di cianobatteri, o alghe verdi-azzurre, aveva avvelenato il bacino occidentale del lago Erie, fonte dell’acqua potabile per la zona di Toledo, Ohio. Ad alimentare le alghe erano stati l’azoto e il fosforo dilavati e trascinati dalle intense piogge lungo il fiume Maumee, che drena il massimo bacino fluviale dei Grandi Laghi. Il lago Erie è il meno profondo, e dunque il più caldo, dei Grandi Laghi, il che crea le condizioni ideali perché vi prosperino le alghe tossiche. Vento e onde hanno portato le alghe fino alle bocche di alimentazione del sistema idrico municipale. Bere l’acqua contaminata può dare sintomi che vanno da febbre, vomito e mal di capo fino a insufficienza epatica e morte.

Nelle cinque estati precedenti si erano presentate ampie fioriture algali con sempre maggiore frequenza, e i gestori idrici di Toledo e delle comunità vicine stavano cercando di prepararsi alla possibilità che una di esse potesse arrivare a contaminare le riserve idriche.

Come siamo arrivati a questo punto? Di chi o che cosa è la colpa? Dei pionieri che hanno colonizzato la zona? Della cementificazione delle città? Delle perdite dalle vecchie fosse biologiche delle proprietà rurali? Della mania di avere prati verdi a tutti costi? Delle nuove pratiche agricole?

La risposta è che la colpa è di tutte queste cose – di tutti noi. E ciò vuol dire che tutti dobbiamo fare la nostra parte per risolvere il problema. Il nodo è complesso, ma forse il Rotary è nella posizione giusta per dipanarlo.

 

 

All’inizio, era una grande palude. La Grande Palude Nera, per essere esatti. È così che veniva chiamata la zona a sudovest del Lago Erie, un’area umida di densa vegetazione e spessi strati fangosi vasta quasi come il Connecticut e antica quanto i ghiacciai. Il fango ha preservato scheletri dei mastodonti che un tempo percorrevano la regione; e, più tardi, intrappolava i carri dei pionieri diretti a ovest, costringendoli a lunghe deviazioni.

A partire dalla metà dell’Ottocento, i coloni hanno poi bonificato gran parte della palude per sfruttare la fertilità del suolo, che è fra i terreni agricoli più produttivi del paese. Misero in opera 24.000 chilometri di tubazioni di drenaggio sotterranee, che tuttora conducono le acque piovane dai campi coltivati in canali di scolo che poi alimentano ruscelli e fiumi e vanno a finire nel Maumee – l’autostrada acquatica che porta al lago Erie. Nel farlo, però, hanno eliminato «i reni del lago» – le aree umide che filtravano l’acqua prima che giungesse nel fiume Maumee. (Oggi, una degli ultimi resti della palude si trova nel Pearson Metropark giusto fuori Toledo, accessibile ai visitatori attraverso sentieri ghiaiosi e ponti dei tempi della Grande Depressione.)

Toledo, soprannominata Frog Town (città delle rane), è cresciuta fino a diventare una città e negli anni sessanta del Novecento l’inquinamento industriale e il fosforo usato in fertilizzanti e detergenti avevano ormai ridotto il lago Erie a una distesa inquinata e maleodorante. Fioriture d’alghe verdi-azzurre alimentate da sversamenti e scarichi selvaggi di città e cittadine rivierasche impoverivano l’acqua d’ossigeno. Nella vicina Cleveland, chiazze di petrolio hanno più volte messo a fuoco il fiume Cuyahoga – il più noto è l’episodio del 1969. Questa crisi aprì la strada all’approvazione dello U.S. Clean Water Act del 1972, che regolamentò gli scarichi industriali e stanziò fondi per migliorare i depuratori degli scarichi urbani. Alcuni stati misero al bando certi detergenti a base di fosfati, forte concausa di crescita algale.

 

Nel periodo successivo alle nuove regolamentazioni, il lago Erie si è ripreso. È di nuovo fra le destinazioni preferite dai pescatori (si presenta come “la Capitale Mondiale del Luccioperca”.) È anche un importante punto di sosta per gli uccelli migratori; in primavera, nella zona di Toledo si tiene annualmente una Grande Settimana dedicata agli appassionati di osservazione e fotografia degli uccelli, che nel 2016 ha richiamato gente di 47 stati USA e 22 paesi esteri.

Ma poi la melma verde è tornata. Tra i colpevoli stavolta ci sono cambiamenti del suolo che influiscono sulla sua capacità di assorbire l’acqua, e mutamenti delle pratiche colturali, come concimare d’autunno invece che in primavera ed evitare l’aratura – una scelta di conservazione dei suoli che ne riduce l’erosione ma che, ritengono oggi i ricercatori, può condurre all’accumulo del fosforo negli strati superficiali dei campi. Le piogge più intense dovute ai cambiamenti climatici dilavano maggiori quantità dei nutrienti dai campi portandoli nei corsi d’acqua. E nel lago ci sono specie invasive che concentrano ulteriormente fosforo e cianobatteri. Di nuovo, il lago è in pericolo.

Nel giro di qualche settimana dallo scoppio della crisi del 2014, il Rotary Club di Toledo ha organizzato una presentazione sul tema, divisa in due parti, nei suoi regolari incontri periodici

Fra gli oratori della prima parte c’erano i rappresentanti del comune e dell’Ufficio Agrario dell’Ohio, insieme a un professore di biologia della vicina Università Statale di Bowling Green. Dopo una discussione, un Rotariano si è alzato e ha chiesto a chi toccava risolvere il problema.

“Tutti e tre i relatori, che per 45 minuti avevano discusso animatamente, sono rimasti impietriti”, ricorda Andy Stuart, allora presidente eletto del club. I Rotariani rimasero stupefatti. “Ci siamo resi conto che questa cosa non l’aveva presa in mano nessuno – non c’era un responsabile”.

La settimana dopo, l’oratrice era Marcy Kaptur, deputata al Congresso del distretto di cui fa parte Toledo. “E lei ha detto che era necessario il coinvolgimento del Rotary, perché il Rotary risolve problemi”, racconta Stuart. “E questa per noi è stata un’altra scossa.”

Stuart, reduce da una carriera nella radiofonia, sa bene come smuovere le situazioni. Nel tornare a casa in macchina dopo aver ascoltato la Kaptur, ripensò alla posizione neutrale, libera e non schierata, del Rotary nella comunità. “Se lei diceva sul serio, allora noi cosa facciamo?” pensò. “Mi sono detto che dovevamo sponsorizzare un convegno. Niente finanziamenti da grandi società, dagli agricoltori o dall’industria. Tutto a cura del Rotary.

“Noi non siamo scienziati,” continua. “Ma quel che sappiamo fare veramente bene è collaborare. E attacchiamo problemi che altri non possono o non vogliono affrontare. Offriamo un ambiente non politico, senza posizioni precostituite, in cui all’ordine del giorno c’è una cosa sola: fare la cosa giusta.”

Un anno dopo, nell’ottobre del 2015, i posti al Convegno inaugurale del Rotary Club di Toledo sulla Crisi del bacino del Lago Erie erano esauriti. I partecipanti sono stati più di 300: Rotariani di Ohio, Michigan e Ontario; politici e amministratori, fra cui la Kaptur; lo «zar delle acque» dell’EPA per i Grandi Laghi, Cameron Davis; e Karl Ebhardt, a capo dell’ufficio per il lago Erie del Governatore dell’Ohio, John Kasich. Fra i partecipanti vi erano anche esponenti di gruppi ambientalisti, dell’Ufficio Agricolo dell’Ohio e di organismi turistici, nonché studenti e professori delle locali Università.

Non vogliamo ridurci a predicare a chi è già convinto”, ha detto al convegno Amy Brennan, direttrice per la protezione del lago Erie di Nature Conservancy, Ohio. “Gruppi come il Rotary possono far crescere la sensibilizzazione a un nuovo livello.”

Il programma della conferenza, definito da Stuart come “un’annaffiata di informazioni”, copriva la storia delle fioriture algali, il loro impatto economico, e idee per prevenire nuove fioriture e per risolvere i problemi che danno quando si verificano. Jennifer E. Jones, membro del Consiglio Centrale del RI, che è cresciuta sulla sponda canadese del lago, ha parlato di come il Rotary, come organizzazione non partigiana, può essere efficace nel far arrivare al pubblico informazioni esatte. E in un saluto in video, il Segretario generale del RI John Hewko, che ha trascorso i suoi anni di formazione sull’isola di Catawba del lago Erie, ha definito la corretta gestione dell’acqua “un obbligo morale.”

Il club di Toledo ha risposto alla crisi sfruttando i suoi tanti legami per affrontare il problema e farne capire l’urgenza; altri Rotary club dei distretti intorno al lago, intanto, si sono lanciati nei loro propri sforzi, a livello di base, affrontando il problema da angolazioni diverse.

 

 

Jim Page è un Rotariano che ama sporcarsi le mani – o bagnarsele, almeno. In questa giornata di giugno, si trova su un ponte sopra un torrente che sbocca nel fiume Maumee. Ogni tanto passa una macchina che interrompe il canto degli uccelli; lui butta giù un secchio oltre il parapetto del ponte, e poi intinge strisce di carta nell’acqua raccolta. Le strisce cambiano colore in base al pH dell’acqua e alle concentrazioni di ammoniaca, fosforo e nitrati. E lui inserisce i risultati in un’app del suo telefono.

Page, socio del Rotary Club di Waterville, Ohio, fa parte anche della flotta del Lago Erie occidentale del Gruppo d’Amicizia Rotariana dedicato alla navigazione da diporto (IYFR). Nell’agosto del 2014 partecipò a un incontro del Rotary Club di Perrysburg in cui il presidente dei Lake Erie Waterkeeper, che fanno parte di un organismo senza fini di lucro che si concentra sulla difesa delle acque chiamato Waterkeeper Alliance (Alleanza dei custodi dell’acqua), parlò della fioritura di alghe tossiche che stava arrivando al lago lungo il corso del Maumee. “Proprio il mattino dopo ci hanno avvisato che non si poteva bere l’acqua”, ricorda Page. “Nel giro di una settimana l’IYFR si è rivolto a Waterkeeper, per sapere che cosa potevamo fare.”

Page è cresciuto con il fiume Maumee giusto dall’altra parte della strada. “Ci andavamo a pattinare quando gelava, ci andavamo in canoa, in kayak, in barca a remi. Ci andavamo a pescare e a nuotare”, dice. “Quando ho avuto la possibilità di prendermi un fuoribordo, sono uscito sul lago Erie e da allora sono sempre stato sul lago Erie.”

 

 

In collaborazione con Waterkeeper, lui e il suo club hanno cominciato a saggiare l’acqua del fiume per determinare da dove venissero i nutrienti che alimentano le alghe.

Fanno i test all’inizio della primavera per stabilire una base di confronto e poi di nuovo dopo le piogge della tarda primavera e dell’inizio dell’estate. Se trovano un picco di concentrazione, risalgono il fiume e ripetono i test, e continuano a farlo finché non arrivano alla fonte. Poi avvisano l’ufficio locale del Dipartimento dell’agricoltura, che collabora con i proprietari fondiari per mettere in atto le debite pratiche di conservazione.

“La funzione del Rotary in questa situazione non è di prendersela con i depuratori, i sistemi casalinghi di fosse biologiche che perdono o gli agricoltori, ma di raccogliere i dati”, dice.

Page e il suo club sono partiti da sette siti lungo 22,5 chilometri del fiume nel 2015. Nell’estate del 2016, avevano aderito al progetto 15 club, che effettuavano test in 330 siti. Page ha preso a lavorare con dei professori dell’Università di Bowling Green, che stavano sviluppando una app che consente a chiunque di usare uno smartphone per eseguire test di qualità dell’acqua e condividere i dati.

Accanto a lui sul ponte, in questa giornata di giugno, c’è Deb Cheney, governatore 2017-18 del Distretto Rotary 6600. La Cheney è un buon esempio dell’ottica con cui i Rotariani contribuiscono ad affrontare i problemi locali. È cresciuta in una fattoria a circa 40 minuti di macchina di distanza, dove suo padre coltivava soia, grano e mais. “Continuava a cercare di comprare sementi anche quando ormai era all’ospizio”, ricorda. “I contadini sono convinti che camperanno per sempre.” Lei ha ereditato parte dei terreni, che continuano a essere coltivati.

Quando ha cominciato a lavorare sulla questione dell’acqua, era preoccupata per i riflessi che avrebbe potuto avere sugli agricoltori, il cui uso dei fertilizzanti era stato accusato di essere fra i responsabili delle fioriture algali. “Era una delle ragioni per cui volevo occuparmene”, dice. Date le sue origini, si è resa conto di poter costruire ponti, di far sì che gente che altrimenti avrebbe potuto chiudersi in se stessa accettasse di parlare della questione. A ogni modo, dice, tutti quelli con cui ha parlato tengono di più a trovare soluzioni che a distribuire colpe.

“Dobbiamo lavorare tutti insieme”, dice. “È questo che fa il Rotary – mettiamo tutti quanti insieme per una causa comune, e cerchiamo di trovare una soluzione che vada bene per tutti.”

Blake Vince è un contadino di quinta generazione, ma non ha mai usato l’aratro. La sua famiglia pratica l’agricoltura su sodo dal 1983, e oggi il suo obiettivo è di avere qualcosa che cresce sul suo terreno in tutti i 365 giorni dell’anno. Quando non fa crescere le sue colture da reddito, grano invernale, mais e soia, ha sui campi colture di copertura di 18 specie – un mix di cui fanno parte trifoglio e fave (per restituire azoto al suolo), lino e girasole (per gli insetti impollinatori), e daikon (ravanello cinese) che aiuta a dissodare il terreno pesante. Dopo un temporale invernale, l’acqua forma pozzanghere sui campi dei vicini, ma sui suoi il suolo assorbe l’acqua in eccesso come una spugna. Grazie alle colture di copertura può ridurre l’erosione e usare meno fertilizzanti sui propri campi, e c’è sempre una coltura sul terreno che può sfruttare il fosforo in eccesso non utilizzato dalle colture da reddito.

 

 

Vince, socio del Rotary Club di Chatham Sunrise, Ontario, vive a una quindicina di chilometri dal lago Erie, ed è lì che finisce l’acqua che defluisce dai suoi campi. (Nel 2016, ha installato dei dispositivi di misura della concentrazione di nutrienti nell’acqua di deflusso, che confrontano i valori con quelli di un campo vicino privo di colture di copertura.)

“Come agricoltore, vorrei far parte della soluzione e non del problema”, dice Vince, che ha ottenuto una borsa di studio nel 2013 per viaggiare nel mondo per studiare l’importanza della biodiversità per la salute dei suoli. “Gli agricoltori non sono mica il diavolo. Se altri non sono disposti a modificare le loro pratiche – se le autorità non intendono investire nel cambiamento delle infrastrutture – noi possiamo fare tutti i cambiamenti che vogliamo a livello delle fattorie, ma non serve a niente.”

Vince, con altri soci del suo club, ha realizzato una serie di brevi video di istruzione sulle migliori pratiche dalla fattoria alla casa all’industria (disponibili online presso cleanwaterforliving.com). Il club, con i suoi 34 soci, ha speso sul progetto 20.000 dollari, e sta lavorando per coinvolgere altri club; ne ha proiettato uno alla conferenza del club di Toledo del 2015. “Data la posizione dei Rotariani nella società, abbiamo buone speranze di poter far sventolare un po’ più in alto la bandiera dell’urgenza”, dice Vince.

I video sono un buon esempio di quello che forse è il ruolo più cruciale dei Rotariani: l’opera di convincimento e di pressione verso le istituzioni. Il bacino del lago Erie è condiviso da due paesi, e cinque fra gli stati degli USA, e realizzare delle soluzioni che proteggano il lago e i redditi delle persone che ne dipendono richiederà raffinate capacità legali accanto alla volontà politica. I Rotariani stanno già facendo sentire la propria voce di cittadini impegnati per mettere la questione in primo piano.

Nel febbraio del 2016, Stati Uniti e Canada si sono accordati sull’obiettivo di ridurre la quantità di fosforo introdotta nel lago Erie del 40 per cento entro il 2025. A novembre, il Michigan ha dichiarato compromessa la sua parte del lago Erie; in base al Clean Water Act, ciò dà allo stato la possibilità di imporre e far osservare limiti al fosforo. L’amministrazione Kasich ha resistito alle richieste che lo faccia anche l’Ohio, dicendo alla testata online «Toledo Blade» che ciò avrebbe danneggiato gli sforzi dello stato per attirare nuove imprese e che erano già stati compiuti grandi progressi senza bisogno di tale dichiarazione.

L’andamento meno piovoso del 2016 ha significato che la fioritura algale estiva è stata più ridotta che negli anni precedenti, ma il problema è grosso e complesso, e il lavoro di ripristino del lago non è affatto concluso. Il club di Toledo ha tenuto una seconda conferenza nel 2016, di nuovo con 300 partecipanti, centrata sulle soluzioni. Tra i relatori c’era Page. Il Distretto 6600 ha sostenuto le due conferenze del 2015 e 2016 con sovvenzioni distrettuali di 10.000 dollari.

“Il problema più grosso è che non c’è leadership su questo tema”, dice Stuart del club di Toledo. “Quali sono le due cose che i Rotariani sanno fare meglio? Essere leader e collaborare, e questo problema richiederà tutte e due queste categorie di competenze.”

“Quando arriviamo a un incontro del Rotary, noi Rotariani mettiamo a parte le differenze personali per unirci nell’ideale del Servizio al sopra degli interessi personali. È proprio quel che ci vuole per risolvere il problema delle alghe che avvelenano il nostro lago.”

 


“Il Rotary è uno stile di vita. Uno stile di vita buono, naturale, completo e pieno di amicizia. Il mondo è pieno di potenziali rotariani, ce ne sono molti che mi stanno ascoltando. Amico mio, se tu hai nel cuore amore per il prossimo, tu sei un potenziale rotariano”

Paul Harris — Convention di Boston 1933