Cari amici rotariani,
siamo a novembre, mese della Fondazione Rotary, il motore dei nostri progetti.

Il Rotary non fa beneficenza, rimuove le cause che creano la necessità della beneficenza. Cerchiamo opportunità per apportare miglioramenti nelle nostre comunità di oggi e per investire nelle capacità delle nuove generazioni a costruire un domani migliore. Insieme, applichiamo la nostra esperienza professionale e il nostro impegno personale per affrontare e risolvere i problemi, la nostra interdisciplinarità ci aiuta ad affrontarli in modo innovativo. Collaboriamo con i leader delle comunità che desiderano impegnarsi in progetti con un impatto reale e duraturo sulla vita delle persone.
Paul Harris disse “È più facile raccontare cosa fa il Rotary che descrivere che cosa è”: i nostri progetti ci qualificano. 
Il nostro progetto più conosciuto è quello per l'eradicazione della polio, anche perché ha attirato l’attenzione di Bill Gates: noi non siamo bravi a farci pubblicità.

Il World Polio Day, promulgato dall’OMS su richiesta del Rotary, è il 24 ottobre e lo abbiamo celebrato al Sistina.
È stata una serata stupenda, sia per la musica trascinante che ci ha saputo regalare Alessandro Quarta con il suo quintetto (non pensavo che con un violino si potessero comunicare sensazioni così forti) che per quello che proprio Alessandro Quarta ci ha detto con molta semplicità ringraziando i Rotariani per il grande lavoro che stanno facendo per eradicare la polio nel mondo.
Abbiamo tutto il diritto di essere fieri del progetto polio che sta operando da anni a livello globale: è stato il Rotary a dimostrarne la fattibilità con un metodo creato da un Rotariano, a riunire tutte le più importanti organizzazioni mondiali nella Polio Global Eradication Initiative continuando ad esserne il motore fino ad oggi. 
Ma la lotta alla polio è soltanto la più nota delle nostre realizzazioni: i nostri progetti sono tanti, decine di migliaia ogni anno. Progetti in linea con le definizioni delle “aree d’intervento del Rotary” che hanno dato confini precisi a tutti i Club operativi sul pianeta e che sono stati possibili grazie alla Fondazione Rotary.
La Fondazione si sostiene con le nostre donazioni per realizzare la sua grande azione umanitaria, ma non dobbiamo intendere il donare come un dovere. Spesso, invece, è una conseguenza dell’amicizia. Diciamo che la decisione viene spontaneamente “ex abundantia cordis”: quando c'è amicizia, i Soci che stanno bene insieme vorrebbero vedere tutti stare bene, da qui il desiderio di aiutare le persone meno felici. 
Dipende dalla percezione che abbiamo di noi stessi in rapporto agli altri. 
I Club hanno sempre contribuito con continuità perché sostenere, prima, la Fondazione e chiedere, poi, le sovvenzioni per trasformare le idee in azioni, è un diritto, più che un dovere dei Club. Noi sentiamo la Fondazione come nostra e avvertiamo la necessità e il piacere di sostenerne l’azione con la generosità personale e l’impegno diretto.

Sto continuando le visite ufficiali ai Club. Sono grato a tutti per il prezioso affetto con cui accolgono Daniela e me, oltre all’Assistente e al Segretario, e per le emozioni che mi regalano ogni volta. Sono anche commosso per le generose donazioni che hanno fatto per ridurre la diffusione della malaria in Uganda.
Sono in attesa di vedervi a Cagliari il 12 novembre al Seminario della Rotary Foundation per i Club Sardi e poi a Roma il 19 e 20 novembre per il “Seminario dei tre pilastri” dove le tre Commissioni Progetti, Immagine ed Effettivo esporranno i loro argomenti ispirandosi alla catena: buoni progetti – ben comunicati = incremento dell’effettivo.
Il 29 novembre ci sarà un evento particolare: all’Ambasciata di Bulgaria, alla presenza di Raina Kabaivanska (che sarà a Roma per una serata in suo onore la Teatro dell’Opera il 28) si proietterà il docufilm “La scuola Kabaivanska" sul Soprano stesso e la sua prestigiosa “Scuola”: il Master di canto che tiene a Modena.
È un’occasione particolare offerta ai Rotariani e spero di vedervi numerosi.

Sono lieto di abbracciarvi rotarianamente tutti.
Facciamo Rotary perbene, per bene.

 

Allegato: Lettera del mese di Novembre del Presidente Internazionale

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“Il Rotary è uno stile di vita. Uno stile di vita buono, naturale, completo e pieno di amicizia. Il mondo è pieno di potenziali rotariani, ce ne sono molti che mi stanno ascoltando. Amico mio, se tu hai nel cuore amore per il prossimo, tu sei un potenziale rotariano”

Paul Harris — Convention di Boston 1933