CORONAVIRUS: LA SOLIDARIETA' DEL DISTRETTO ROTARY 2080 NON SI FERMA
Leggi come il Distretto 2080 sta rispondendo all'impatto della crisi globale dell’epidemia COVID-19.

Care amiche e cari amici Rotariani e Rotaractiani del Distretto 2080,

celebriamo oggi l’Assemblea Formativa Distrettuale, il più importante incontro formativo dopo i Seminari di Istruzione della Squadra Distrettuale e dei Presidenti Eletti dello scorso mese di marzo.

Per quanto si stiano aprendo spiragli favorevoli grazie alla velocizzazione delle pratiche vaccinali, cui anche il Distretto 2080 sta dando un contributo professionale ed etico di primo piano sia nel Lazio che in Sardegna, e per questo devo esprimere un doveroso e convinto plauso al nostro Governatore Giovambattista Mollicone e a tutti i volontari del Rotary impegnati in questa encomiabile opera di service, ci vediamo ancora costretti ad incontrarci su piattaforma. Alcuni di noi, già vaccinati, sono in presenza in studio ma abbiamo ritenuto non opportuno in questa fase realizzare un evento in presenza più esteso.

Devo, peraltro, considerare come gli incontri online, che ci hanno accompagnato in questo percorso di quasi un anno, siano stati molto utili per cominciare a conoscerci e per approfondire la preparazione agli incarichi che ci aspettano dall’ormai prossimo primo luglio.

Nel tempo ci siamo visti, divisi in gruppi per Roma, Lazio e Sardegna, per prendere un primo contatto e presentarci; abbiamo poi realizzato due pre-SIPE in Sardegna (unico evento in presenza) e nel Lazio e, appunto a marzo, abbiamo avuto il SISD e il SIPE.

Proprio in questa occasione e grazie alla vostra sensibilità, con l’iniziativa del pranzo solidale abbiamo potuto aiutare con oltre 9000 euro associazioni che in tutto il territorio del Distretto distribuiscono pasti e generi di prima necessità a tante persone sfortunate. Grazie davvero per aver aderito con tanto slancio a questa proposta.

Ci siamo ritrovati poi per i tre incontri di approfondimento sulle Nuove Generazioni, sull’Effettivo e sulla Rotary Foundation, nei quali avete potuto conoscere direttamente molti componenti della Squadra e avete potuto dibattere con loro.

Tutto questo, realizzato grazie alla sinergia fra l’Istruttore Distrettuale Giulio Bicciolo, lo staff e i Coordinatori delle Commissioni, ha permesso all’organizzazione Distrettuale di essere quanto più vicina possibile ai Club, per cercare di raggiungere uno degli obiettivi che ci siamo posti, cioè migliorare fra i soci, e in particolare fra coloro che nei club ricoprono ruoli direttivi, la conoscenza del Rotary.

Il tempo è volato.

Fra una decina di giorni inizierà il vostro mandato alla guida dei 95 Rotary Club e dei 55 Rotaract Club del Distretto 2080 e il mio mandato come Governatore Distrettuale, consapevoli del ruolo che ricopriremo e della responsabilità nei confronti dei nostri soci e del Rotary International e preparati e motivati affinché possiamo servire per cambiare vite.

E come ormai ogni anno, dal 1905, saremo tutti protagonisti di un’ideale staffetta in cui chi termina il suo percorso darà il testimone ad un nuovo podista. Il nuovo però non inizierà da zero, perché riceverà da chi lo ha preceduto uno zaino ricco di ideali, di progetti e di amicizia e che si arricchirà ulteriormente nella corsa senza tempo del Rotary. Non conta arrivare prima. Conta di più far crescere in noi e negli altri la consapevolezza che i Rotariani sono gli amici della porta accanto, quelli che quando c’è da aiutare gli altri sono pronti ad intervenire, quelli che hanno scelto di improntare la propria vita ad un’etica di servizio per il bene del prossimo e l’amicizia fra i popoli.

Noi siamo convinti che il mondo non abbia confini. Dove c’è posto per un Rotary Club c’è la speranza di poter rendere quell’angolo della Terra migliore.

Come sapete, arrivo a ricoprire la massima carica distrettuale dopo una lunga militanza nel mondo del Rotary. Era il mese di novembre del 1978 e avevo 16 anni, lo ricordo come fosse ieri per l’emozione che provai, quando partecipai da interactiano alla cerimonia di consegna del Premio La Marmora del Rotary Club di Cagliari alle Forze Aeree Tedesche della base NATO di Decimomannu per la donazione di sangue a favore dei bambini sardi affetti da talassemia. Mi ero sentito parte di un mondo più esteso di quello che era il mio piccolo mondo di giovane studente cagliaritano senza grandi pensieri. Cominciai a capire cosa volesse dire avere contatti internazionali e a credere nelle potenzialità di un’associazione che facesse del servizio la sua ragion d’essere.

Avevo sentito parlare del Rotary in famiglia. Mio nonno materno era spesso ospite dei Rotary Club in quanto Prefetto della Repubblica, dapprima a Gorizia e poi a Cagliari, ma non volle mai diventare socio. Non perché non condividesse gli ideali rotariani, tutt’altro, ma per il suo ruolo pubblico. Mio padre Marcello, invece, sollecitato da tanti amici e forse anche contagiato dall’entusiasmo che io manifestavo verso questa associazione, accettò presto di entrare a far parte del Club Cagliari Nord.

A 18 anni iniziai la mia partecipazione alle attività del Rotaract, culminata con l’incarico di Rappresentante Distrettuale nel 1987-1988, accanto ad un grande Governatore come Angelino Cherchi e sostenuto da due futuri Governatori Marco Claudio Randone e Franco Cabras. Il mio Club Cagliari Nord mi accolse trentaduenne, giovane rotariano fra grandi rotariani come Filippo Pirisi, e mi chiamò a presiederlo nel 2008-2009.

Sono orgoglioso di avere la fiducia e la collaborazione del mio Club, che ha voluto propormi per questo incarico prestigioso. Per me è un grande onore farne parte. Il Club Cagliari Nord, oggi quarto nel Distretto per l’effettivo, è nato nel 1977 grazie ad un gruppo di giovani ex Rotaractiani poco più che trentenni, si è da subito distinto per progettualità e ha espresso prima di me un Governatore come Filippo.

Grazie alla benevolenza di tanti Governatori ho potuto servire il Distretto 2080 ricoprendo diversi ruoli che mi hanno dato la possibilità di conoscere più a fondo quella complessa macchina che è il Rotary e di conoscere tante amiche e amici.

Ma c’è ancora tanto da imparare!

Poiché da soli non si raggiungono gli stessi risultati che si possono raggiungere in condivisione con gli altri, ecco che tutte quelle amicizie create nel corso degli anni mi hanno dato il loro supporto e sono accanto a me e accanto a tutti voi, nella Squadra, per aumentare l’impatto del Rotary, Club e Distretto, sulle vite degli altri per cambiarle in meglio.

In questi ultimi due anni difficili il Rotary ha connesso il mondo e aperto opportunità.

Nonostante la pandemia siamo riusciti a tenere saldo il timone e a motivare l’equipaggio sotto la guida saggia e illuminata di Giulio e di Giovambattista. E oggi che cominciamo a sperare di poter uscire dall’incubo Covid il nostro Distretto, grande e composito ma fortemente unito dal Mare Nostrum che circonda la mia Sardegna e lambisce la costa laziale, si presenta forte e determinato per affrontare nuove sfide. Sfide che non ci spaventano, perché i Rotariani e i Rotaractiani sono donne e uomini che credono in valori intramontabili e sanno che uniti possono vincere.

Il Rotary è infatti una comunità di persone che vive i propri valori trasformandoli in fatti!

La comfort zone apparentemente potrebbe appagarci, ma noi non possiamo essere distratti e non vedere quello che avviene intorno a noi. I Rotariani e i Rotaractiani non possono stare seduti nella sala da pranzo del Titanic quando rischiamo di essere travolti da un iceberg. Dobbiamo affrontare i pericoli condividendo strategie e obiettivi, guardando lontano e credendo fermamente nella nostra capacità di superare le difficoltà.

I cambiamenti non sono una perdita di valori, ma al contrario l’acquisizione di un patrimonio più ricco che ci permette di affrontare con forza ancora maggiore i problemi dell’umanità della quale noi Rotariani e Rotaractiani siamo al servizio.

La diversità nella nostra compagine sociale, l’aumento delle donne e dei giovani, l’ingresso nei nostri club di nuovi professionisti, l’apertura al mondo che ci circonda non stanno rivoluzionando il Rotary. Al contrario, stanno permettendo al Rotary di restare fedele ai motivi per cui Paul Harris lo costituì. Lo stanno aiutando a rafforzare la propensione al Service di chi sceglie di affiancarsi a noi per credere e impegnarsi per grandi ideali. Non possiamo più pensare che il Rotary debba essere un’associazione di rappresentanti di una sedicente élite.

Il Rotary deve essere il luogo dove dei leader uniscono le loro competenze per dare risposte.

E i veri leader non si valutano per caratteristiche quali età, sesso, religione, credo politico, colore della pelle. I leader si valutano per la competenza, la credibilità, il senso dell’etica, il carisma, la passione, la capacità di motivare e di ascoltare. Questo dobbiamo essere, care amiche e cari amici.

Portando nei club dei leader e mettendoli a condividere idee e progetti potremo davvero imprimere una svolta senza per questo snaturare o rivoluzionare il Rotary. Staremo semplicemente realizzando quanto Paul Harris aveva ideato. E come disse il Mahatma Gandhi: “raggiungere l’unità nella diversità è la bellezza e il banco di prova della nostra civiltà”

Avremo stasera la grande opportunità di ascoltare dalla voce del Presidente Eletto Shekhar Metha che cosa il mondo si aspetta da noi e su quali obiettivi dovremo maggiormente concentrarci. Sono felice che abbia accolto la mia richiesta di onorarci con la sua presenza durante la nostra Assemblea.

Credo che abbia un debole per l’Italia, dato che questo onore lo ha concesso anche ad altri quattro Distretti Italiani e ha scelto Venezia come sede dell’unica Conferenza Presidenziale in Europa!

Shekhar, come avete potuto sentire dal messaggio che vi ho fatto ascoltare al SIPE, è un grande leader. La sua pacatezza è accompagnata da una determinazione e una concretezza davvero impressionanti. Siamo fortunati ad avere nel 21-22 un Presidente come lui.

Il tema che ha scelto, ne abbiamo parlato in occasione del SIPE, è un tema che ci riporta all’essenza del Rotary. A quel servire al di sopra di ogni interesse personale che ci dovrebbe sempre caratterizzare e che, quando correttamente perseguito, ci permette di raggiungere dei risultati esaltanti, per noi ma soprattutto per gli altri.

Noi dobbiamo agire con i nostri progetti ma anche con il nostro impegno quotidiano di cittadini onesti e rispettosi per migliorare la condizioni di vita dei meno fortunati.

Noi siamo dei privilegiati!

Noi dobbiamo restituire a chi non ha avuto la nostra stessa fortuna almeno una parte di quello che ci è stato riservato.

Non nobis solum nati sumus diceva Cicerone, Rotariano ante litteram!

Prima del Presidente si collegherà dal Distretto 2060 il Board Director eletto Ezio Lanteri. Con Ezio affronteremo le tematiche relative al futuro del Rotary e cercheremo di capire come ci stiamo preparando per i prossimi anni.

Il Rotary compirà nel prossimo febbraio 117 anni. Si è saputo adattare, si è rinnovato e così ha potuto resistere ai cambiamenti. Ma negli ultimi anni i cambiamenti stanno diventando vorticosi e noi dovremo essere capaci di intercettarli e di cavalcarli senza farci sommergere.

Per anni si è parlato di come rendere il Rotary più flessibile, adattabile, creativo. Ebbene, questa necessità si è palesata con urgenza, con tanta velocità che ormai gli incontri online sono diventati una consuetudine. Con l’esperienza di questi ultimi 16 mesi credo che, pur desiderando con impazienza di riprendere a vederci come sempre, abbiamo capito che le nostre riunioni non potranno fare a meno anche della componente virtuale. D’altronde come altrimenti sarebbe stato possibile ospitare questa sera chi vive a così tanta distanza da noi?

Il Rotary, i Rotariani e i Rotaractiani hanno saputo dimostrare nei fatti e in breve tempo la loro flessibilità, la loro adattabilità, la loro creatività.  

Ma prima di ascoltare i leader rotariani che verranno a trovarci avremo la grande opportunità, come avete visto dal programma dell’Assemblea, di ascoltare i leader rotariani di casa nostra: il Coordinatore Regionale della Rotary Foundation nonché Istruttore Distrettuale Giulio Bicciolo e la Coordinatrice della Commissione per il Pubblico Interesse e i Progetti Claudia Conversi. Con loro parleremo del futuro della RF e del servizio alla comunità da parte dei Rotariani.

E abbiamo voluto anche introdurre alcuni interventi che devono servire a non farci dimenticare che il Rotary ha un aggettivo molto importante: International.

Faremo a tal proposito una chiacchierata con Laura Dolcetta, Carlo Noto La Diega e Lia Puggioni.

Laura, Coordinatrice Distrettuale CIP e Presidente Nazionale del Comitato Inter Paese Italia Madagascar, ci illustrerà le opportunità di stabilire contatti internazionali per realizzare progetti grazie ai Comitati Inter Paese.

Carlo, nella veste di Delegato del nostro Distretto, presenterà la Conferenza Presidenziale in programma a Venezia i prossimi 5 6 e 7 novembre che avrà come tema “Economia e ambiente in armonia” dedicato alla settima area focus della Rotary Foundation.

Lia, Presidente della Commissione per l’azione internazionale e della Commissione per la promozione della Convention ci parlerà del Congresso post Covid che speriamo possa svolgersi come da programma a Houston dal 4 all’8 giugno del 2022.

Ci sembra doveroso fare questa sottolineatura del carattere internazionale della nostra associazione.

Molti soci, anche con incarichi dirigenziali, pensano che l’appartenenza al Rotary possa limitarsi alla partecipazione (spesso occasionale) alla vita del proprio Club. Qualcun altro si spinge oltre fino a considerare che il club è inserito in un Distretto. È invece importante capire che c’è di più, molto di più.

Anzitutto c’è un sistema Italia. Il Rotary in Italia è diviso in 13 Distretti che il 1° luglio diventeranno 14. I Distretti sono autonomi ma i Governatori seguono un iter formativo comune e hanno la possibilità di elaborare programmi a valenza nazionale. E quando il caso mette insieme 14 Rotariani che imparano a conoscersi e ad apprezzarsi e che desiderano creare opportunità di collaborazione, ecco che possono nascere progetti di più ampia portata e che possono contribuire ad accrescere la reputazione del Rotary nel nostro Paese.

Saranno ospiti del nostro Distretto il 1° luglio per l’apertura del nuovo anno rotariano e avrete la possibilità di conoscerli in persona. E, se tutto andrà come speriamo, torneranno a Roma per il Rotary Day. Abbiamo infatti programmato per il 19 febbraio la manifestazione per il conferimento di una PHF al merito a 14 italiani, indicati ciascuno da un Distretto, che si sono distinti all’estero tenendo alto il nome della nostra Patria e operando seguendo valori etici che sono anche i nostri. Dell’altro progetto nazionale di cui vi ho accennato al SIPE, parleremo tra poco.

Il Rotary è suddiviso in 34 zone e in 538 Distretti con circa 36.200 club. I 14 Distretti Italiani fanno parte della zona 14 che con la zona 13 è coordinata da un Board Director, attualmente il francese Roger Lhors. Roger sarà sostituito per il biennio 2022-2024 da Ezio Lanteri.

Nelle zone operano dei Dirigenti nominati dal Board per alcuni incarichi e che affiancano il Director.

 

La squadra regionale comprenderà dal 1° luglio:

Rotary Coordinator Francesco Milazzo PDG 2110

Rotary Foundation Coordinator Giulio Bicciolo PDG 2080

Rotary Public Imagine Coordinator Gabrio Filonzi PDG 2090

Coordinatore Fondo di dotazione, lasciti e grandi donazioni Omar Bortoletti PDG 2050

End Polio Now Coordinator Cesare Cardani PDG 2042

Training Leader John De Giorgio PDG 2110 e Alberto Ganna PDG 2050.


Oltre Giulio sono felice di comunicarvi che il nostro Distretto vedrà impegnati anche Pino Perrone come Assistant del RC Milazzo, Pier Giorgio Poddighe come Assistant dell’E/MGA Bortoletti, Patrizia Cardone come Assistant del RPIC Filonzi e Giulia De Fusco, rotariana e rotaractiana come Assistant del RRFC Bicciolo.

A livello internazionale il PDG Alberto Cecchini continuerà a ricoprire i prestigiosi ruoli di Rappresentante del Rotary International presso le Agenzie ONU (FAO, WFP e IFAD) e presso la Santa Sede. Alternate presso le Agenzie dell’ONU è stato confermato il DGE Guido Franceschetti.

Sarà Delegato al COL e al COR per il nostro Distretto il PDG Luciano Di Martino con alternate il PDG Pier Giorgio Poddighe.

Inoltre, Lucia Viscio è stata chiamata dal Chair eletto della Rotary Foundation John Germ a ricoprire l’incarico di Adviser del Polio Plus National Advocacy Advisers.

Soffermiamo ora la nostra attenzione sulle diverse aree d’azione.

L’Effettivo è il tema centrale, e in parte l’ho già affrontato.

Se noi vogliamo agire concretamente dobbiamo contare su una membership numerosa e qualificata. Il PE Metha lo ha detto e sicuramente lo ribadirà nel suo intervento. Il Rotary nel mondo non cresce. Il numero dei soci è ancorato a 1.2 milioni, con una flessione nei paesi del Nord America e dell’Europa e un incremento nei paesi orientali.

La pandemia non ha certo facilitato le cose.

Peraltro, è giusto sottolineare come nel nostro Distretto oggi siamo in recupero.

È recentissima la costituzione di un nuovo Club, il Rotary Roma Innovazione, cui diamo il benvenuto. Sono un gruppo di 35 socie e soci e il Presidente è Antonio Scialletti

Contiamo così di nuovo 95 Club e siamo a quota 3281 soci (+90) rispetto al 1° luglio 2020, e all’inizio del nuovo anno rotariano il nostro sarà in Italia il secondo per numero di club e il terzo per soci.

A fronte di una media nazionale di socie del 19,37% siamo primi in Italia con il 24,73 % e questo tasso è in progressivo miglioramento come pure quello degli Alumni (che però sono solo il 4,96 % dei nostri soci. Nota dolente gli under 40 che sono appena il 9,24 %.

E questo nonostante possiamo contare su 55 club Rotaract con oltre 800 soci!

La media di conservazione dei nuovi soci è del 98,5% ma 11 club su 95 sono sotto l’85%. 

Vi ho voluto elencare questi dati perché tutti possiamo riflettere.

Facciamo vivere un’esperienza positiva del Rotary ai nostri soci.

Alcuni lasciano il club per motivi logistici, ma molti per conflitti di personalità, problemi di leadership o aspettative non soddisfatte. Rendiamo i club dinamici, facendo vivere ai soci l’esperienza Rotary oltre il club e partecipando ad azioni di service che li coinvolgano. Un club sano è un club che cresce e cambia. Con la diversità il club si innova e apprezza maggiormente le esigenze della comunità dando di sé un’immagine pubblica positiva. E l’immagine pubblica positiva significa anche percezione interna di un valore più elevato da parte dei soci.

Sfruttiamo, per esempio, le potenzialità dei GROC, i Gruppi Rotariani Comunitari, per unire non Rotariani intorno ad un definito progetto. Lavorando insieme, vedendo le cose buone che il Rotary e i Rotariani possono fare, possiamo anche rafforzare la coesione nel club e trovare dei potenziali nuovi membri.

La domanda che sovente viene posta, in termini provocatori, è: ma se il club venisse chiuso la comunità se ne renderebbe conto? Rispondiamo interiormente con sincerità: se la risposta dovesse essere no, dovremmo lavorare molto dentro il Club, e dopo proiettarlo all’esterno.

Spero che nel prossimo anno si riesca ad accrescere e diversificare la nostra membership e a veder nascere nuovi club. Sono convinto che sia nel Lazio che in Sardegna vi siano aree dove il Rotary non è presente ma se ci fosse potrebbe essere molto utile.

Nella città di Roma è opportuno fare una riflessione.

Il numero di club negli ultimi anni è aumentato, ma ciò non ha portato ad un numero maggiore di soci perché la media per club è scesa più che nelle altre zone del Distretto. Forse un’eccessiva conflittualità interna può essere stata una delle cause, ma l’esperienza di nuovi club nati anche dalla diaspora di soci provenienti da altri ci dice che la situazione complessiva non è migliorata. Creiamo nei club un ambiente accogliente e professiamo, tutti, nei fatti gli ideali che dovrebbero far parte del nostro DNA.

Aumentiamo la formazione dentro i club, rendiamo i nostri soci consapevoli e orgogliosi di essere Rotariani!

Trovare la ricetta giusta e adatta per ogni club forse è impossibile, ma di sicuro aggiornare il piano strategico, lavorare in continuità senza far prevalere i personalismi, guardare al futuro del club, ascoltare i soci e chiedere un contributo ad ognuno possono essere ingredienti utili.

Paul Harris disse: “vi auguro che la nostra felicità cresca di pari passo con la nostra utilità”.

Quindi adattiamoci per continuare ad essere utili.

La commissione per l’Effettivo, guidata da Fabio Arcese e articolata in sette sottocommissioni guidate da Alessandro Compagnoni, Fabrizio Tomada, Gianluca Giovannelli, Bartolomeo Bove, Giancarlo Pilleri, Pasquale Ranucci e Daniela Carta, è agguerrita e dinamica, ed è pronta a dare supporto ai club.

Sono certo che sapremo applicare due dei “mantra” del PE Metha:

Each one bring one

Do more grow more

e fra un anno celebreremo il successo del nostro Distretto!

La Rotary Foundation è il cuore intelligente del Rotary. Con le risorse che i club versano alla Fondazione noi possiamo fare del bene nel mondo tramite i nostri progetti.

Se non fosse certificata la sua affidabilità non sarebbe stata presa ad esempio e Fondazioni come la Bill e Melinda Gates o Agenzie Governative come USAID avrebbero dirottato altrove i loro aiuti filantropici.

Dobbiamo essere pronti a sostenerla e ad utilizzarla per dare concretezza al motto del nostro anno. Nei club dovremmo parlare meno dei massimi sistemi e concentrarci di più su quello che noi possiamo realizzare per gli altri. Non dimentichiamo di essere People of action!

La Commissione sta già lavorando e Anna Maria Bonomo, con Luigi Fiore e Roberta Spadone, ha già riunito le sottocommissioni per le sovvenzioni per esaminare i tanti progetti presentati dai club per ottenere una sovvenzione distrettuale. Le domande pervenute entro i termini sono state 21 (10 da club romani, 6 da club laziali e 5 da club sardi) per un importo complessivo di oltre 91.000 euro. Per il 2021-2022 non abbiamo purtroppo una grande disponibilità di fondi. Infatti i FODD totali ammontano a 76.363 dollari, di cui il 50% pari a 38.181 dollari, è la cifra disponibile per le sovvenzioni distrettuali. Pertanto, si dovrà essere molto attenti nella valutazione delle richieste in base al rispetto scrupolosissimo dei termini e delle condizioni illustrate nel bando.

Vi ricordo i parametri che abbiamo stabilito:

  • i progetti devono essere coerenti con la missione della RF, prevedendo di finanziare programmi sulla salute, sul sostegno dell’istruzione e sull’alleviamento delle povertà. Sarà criterio prioritario nella scelta che essi siano destinati a contrastare i nuovi disagi sanitari e di istruzione e le nuove povertà causati dalla pandemia in atto
  • il valore economico del progetto non inferiore ai 5000 euro
  • il contributo del o dei club almeno per il 50% (per progetti particolarmente meritevoli tale criterio può essere meno vincolante)
  • la partecipazione attiva dei Rotariani
  • la modularità del progetto
  • la sostenibilità del progetto
  • l’effettiva ricaduta sulla comunità dei beneficiari
  • il sostegno dato nel tempo dai club alla Fondazione
  • l’inserimento su My Rotary degli obiettivi contributivi e del nome del Presidente di Commissione RF
  • e, non ultimo, l’avvenuta qualificazione del Club

La verifica procedurale si avvale anche dell’attenta valutazione da parte delle commissioni presiedute da Marisa Mele e Gianluca Cassoni.

È superfluo ribadire quanto sia importante sostenere la Fondazione.  Ogni club deve contribuire, meglio se con la realizzazione di iniziative di raccolta fondi, con l’obiettivo di 100 $ a socio per il Fondo Annuale. Ogni club poi è invitato a contribuire con 1500 $ alla Campagna End Polio Now. Immagino già che molti di voi penseranno: ancora la Polio… e poi con la pandemia da Covid…

In effetti, è da quando ero rotaractiano che se ne parla. Ma i risultati ottenuti da quando il Rotary si è dedicato toto corde a questa iniziativa umanitaria sono incredibili. Ci rendiamo conto che fra poco questa malattia sarà consegnata ai libri di storia in compagnia del vaiolo? Dal 1° gennaio la WHO ha certificato solamente un caso in Pakistan ed uno in Afghanistan.

È vero che siamo a un passo dal raggiungimento del nostro obiettivo.

Fermarci ora sarebbe come lasciare il campo da giuoco portando via il pallone.

Noi dobbiamo finire la partita.

La nostra esperienza acquisita sul campo si sta trasformando in una grande opportunità di aiutare contro il Covid. In tutto il mondo i volontari rotariani e rotaractiani stanno dedicando gratuitamente il loro tempo a questa causa. E il nostro Distretto ha seguito il Governatore nel suo appello ad agire: we stop Covid 19 è una bellissima realtà. Complimenti a Giovambattista e a tutti i nostri volontari che si stanno prodigando al fianco delle istituzioni.

Per la raccolta fondi e per contribuire al fondo annuale anche il Distretto farà la sua parte. Abbiamo due commissioni che stanno stilando un programma molto denso con Maria Carla Ciccioriccio e Lucia Viscio. Non di meno la commissione Polio Plus, coordinata dal PDG Pier Giorgio Poddighe, si sta prodigando per offrire ai club diverse possibilità di impegnarsi su questo tema. Il 19 settembre avremo la Maratona di Roma, la prima post pandemia, e i nostri runner saranno come sempre in prima fila. I presidenti riceveranno presto un kit con la cravatta o il foulard, l’organigramma e una bandiera End Polio Now che, per il 24 ottobre giornata mondiale della polio, vi chiediamo di far sventolare nei Palazzi Municipali delle nostre città o in altri edifici pubblici, per testimoniare il nostro impegno contro questo flagello dell’umanità. Uno spettacolo teatrale, che presenteremo a Roma e a Cagliari, sarà l’occasione per raccogliere fondi per la polio ma anche per concentrare l’attenzione dei rotariani e rotaractiani su un tema di grandissima attualità, delicato ed importante, come quello della violenza di genere. Stiamo inoltre valutando, grazie alla commissione guidata da Tonino Boccadamo, l’adesione a manifestazioni sportive oltre alla Maratona di Roma e speriamo di poter coinvolgere un nome di richiamo come testimonial della campagna.

Non di meno sarà importante coinvolgere nuovi Grandi Donatori e membri della Paul Harris Society per aumentare il nostro impegno con la Fondazione. Sono certo che le grandi capacità persuasive dei nostri PDG Silvio Piccioni, coordinatore della Paul Harris Society, e Pier Giorgio Poddighe, responsabile nel Distretto del Fondo Mondiale e Grandi Donazioni, permetterà di aumentare ancora il contributo del 2080.

Stiamo studiando con Rebecca Di Fazio ed Alessandro Spano l’utilizzo di una Sovvenzione Globale per Borse di Studio da destinare a giovani ragazze meritevoli aderendo all’invito del PE Metha per l’Empowering Girls.

E ancora, speriamo di poter portare a compimento, grazie all’entusiasmo e alla competenza di Federico Bizzarri, il bellissimo VTT nel Regno di eSwatini, progettato da Marco De Feo e già finanziato ma non realizzato in conseguenza della pandemia, ma anche di preparare un’altra squadra da inviare in Marocco per un VTT interdistrettuale con il Distretto 2110 per portare le nostre competenze sulle talassemie, unendo i Distretti italiani che comprendono le isole maggiori e la sponda africana del Mediterraneo. Sono tutte aree dove le emoglobinopatie ereditarie hanno sempre avuto un’elevata incidenza, ma mentre in Italia oggi l’impatto sulla popolazione è minimo in Marocco è ancora altissimo. E il nostro aiuto può essere molto significativo.

Le Nuove Generazioni sono un pilastro dell’azione rotariana. A coordinarla sarà anche il prossimo anno un Rotariano del calibro del nostro PDG Carlo Noto La Diega. Come vi ho detto ho avuto la fortuna nella mia vita di essermi impegnato nell’Interact e nel Rotaract e di avere anche partecipato a dei RYLA. Da Rotariano sono stato coinvolto nello Scambio Giovani, facendo partecipare i miei figli e ospitando con Rossella ragazze e ragazzi di diverse parti del mondo, dagli Stati Uniti al Brasile, dalla Germania al Sudafrica, dall’Argentina al Messico.

Queste esperienze mi hanno permesso di capire quanto sia importante che noi ci rivolgiamo con estrema attenzione e capacità di ascolto ai ragazzi, dando loro supporto per aiutarli ad acquisire esperienze di leadership, di coinvolgimento internazionale, di opportunità di studio.

Il Rotary offre una vasta ed accattivante gamma di progetti ed ha come componente paritaria un club come il Rotaract.

Elevate Rotaract è un impegno per tutti noi, membri del Rotary e del Rotaract.

Sono entrato a far parte del Rotaract in tempi in cui il ruolo dei Rotaractiani era strettamente subalterno al Rotary padrino. Negli anni, anche avendo avuto l’opportunità di seguire per il Distretto sia il Rotaract sia in generale le Nuove Generazioni, ho potuto constatare quanto questo ruolo sia cambiato e quanto oggi i Rotaractiani siano tenuti in considerazione.

Ma non basta!

Vi rendete conto di quanto impegno comporti per i Club seguire un Rotaract? O, meglio, quanto impegno dovrebbe comportare? Se dopo la loro uscita dal Rotaract solamente una minima parte di loro entra nel Rotary, evidentemente dobbiamo cambiare qualcosa. Troppi club Rotary non si sanno connettere con i loro Rotaract. Dobbiamo pensare che noi e loro insieme possiamo raggiungere obiettivi più grandiosi, che noi e loro insieme siamo una forza di service poderosa. Perché talvolta rinunciamo a questa risorsa così importante?

Il Distretto, in costante connessione con la Commissione presieduta da Giorgio Cherubini e con il RD Gian Mario Aresu, ha coinvolto tanti Rotaractiani nelle Commissioni, dove stanno già lavorando allo stesso modo e con pari funzioni, e ha in programma diverse iniziative comuni, in particolare nel campo professionale, per aumentare le loro competenze e favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. Anche nei Club dobbiamo fare davvero un passo avanti significativo per dare concretezza al concetto di Elevate Rotaract. Sono sicuro che non ce ne pentiremo.

I più giovani soci dell’Interact sono diventati via via una realtà sempre più bella nel nostro Distretto. È una grandissima gioia vedere come anno dopo anno acquisiscano maturità e coscienza del sé avviandosi con più determinazione nella strada della vita. I Club e i Rotariani che scelgono di dedicare energie all’Interact devono sapere che l’impegno sarà notevole. Ma devono sapere anche che l’impegno sarà ripagato con grandi soddisfazioni. I Club sono molto impegnati e grazie all’uso delle piattaforme sono riusciti a conoscersi molto più che in precedenza. Con Alessio Marino e anche con la collaborazione di altre Commissioni dedicheremo loro molte attenzioni, interagendo costantemente con la RD Maria Santoro e cercando di stabilire contatti con le scuole per la costituzione di Interact scolastici che permettano di ampliare all’esterno la conoscenza di quanto di utile il Rotary faccia.

Lo Scambio Giovani purtroppo ha dovuto subire uno stop per la pandemia fino al 30 giugno 2022. È un programma a dir poco meraviglioso, poco diffuso in alcune aree del Distretto, che rappresenta comunque il primo in Italia per numero di scambi, che fa entrare i club che sponsorizzano i partecipanti in contatto con il mondo e contribuisce a creare la comprensione fra i popoli. Con Patrizio Sanna e la sua commissione sfrutteremo i primi mesi per diffondere la conoscenza del progetto per dedicarci poi alla preparazione dei ragazzi che potranno partire nel prossimo anno. Devo dirvi che mi mancherà vivere con i club questa esperienza. Non posso dimenticare l’emozione che provammo al Congresso del Governatore Salvina Deiana quando tantissimi ragazze e ragazzi di ogni Paese circondarono il palco dove si trovavano Salvina, Barry Rassin, che di lì a poco sarebbe diventato PI, e Rossella che era la responsabile dello Scambio. Una festa di colori, di voci e di simpatia che rappresentava in pieno la grandezza e la bellezza del Rotary!

Analogamente esorto tutti a dedicare più attenzione ad un altro bellissimo progetto di scambio, il NGSE, che rivolgendosi a giovani un po’ più grandi coniuga l’esperienza in un paese straniero al service. Nel nostro Distretto è già una bella realtà grazie al PDG Luciano Di Martino che lo ha fortemente sviluppato, ma merita di espandersi. E anche qui, fino a che non avremo dal RI il via libera a riprendere gli scambi, cercheremo di aumentare fra i club la conoscenza del programma per svilupparlo ulteriormente.

Il RYLA è affidato alle grandi capacità di Alessandro Vagnozzi, che partendo dal presupposto che stiamo per entrare in una fase sociale ed economica nuova, ritiene che saranno i giovani a dover guidare la ripartenza, condividendo idee innovative e progetti sostenibili. L’idea del RYLA Distrettuale 21-22 è quindi quella di stimolare i giovani, di creare un laboratorio di idee per la ripartenza. Cercando di coinvolgere Rotary, Rotaract ed Interact si vorrebbero organizzare seminari territoriali da luglio ad aprile lanciando un contest dal titolo “Restart – idee per la ripartenza” che si concluderà con la premiazione in occasione di due RYLA residenziali nel Lazio e in Sardegna nel mese di maggio 2022.

Sempre dedicato ai giovani è poi uno dei progetti di cui parlerà Claudia Conversi.

Il progetto dei Distretti Italiani “Rotary hack for the Planet” è dedicato all’ambiente e alla sostenibilità, in ossequio alla settima area di azione della Fondazione Rotary che partirà dal 1° luglio. Grazie al lavoro della Commissione per il sostegno ambientale guidata da Mario Feruglio, coinvolgeremo per il nostro Distretto una squadra di 10 Interactiani, una di 10 Rotaractiani e una di 10 studenti universitari, questi ultimi selezionati dalle Università presenti nei territori dei vari Distretti. Le squadre si incontreranno per una maratona virtuale di un fine settimana nella quale sviluppare idee imprenditoriali. Il progetto vincitore verrà presentato alla Conferenza Presidenziale di Venezia e. vincerà un viaggio a Dubai per l’EXPO 2020.

E ancora, nell’ottica di una collaborazione fra le diverse commissioni distrettuali, la Commissione per l’Azione Professionale coordinata da Raffaella Ferraro, oltre allo svolgimento dei suoi compiti di promozione di elevati standard etici e morali e del riconoscimento della professionalità dei nostri soci messa a disposizione degli altri come caratteristica fondante dell’essere rotariani, ha già preso contatto con la Commissione Rotaract per sviluppare iniziative di supporto professionale per i nostri soci più giovani.

Sempre rivolto ai giovani è poi il concorso interdistrettuale Legalità e Cultura dell’Etica, che la PDG Patrizia Cardone promuove ormai da dieci anni ed ha una importante significato.

Inoltre, proseguirà la sua azione, dopo i risultati davvero importanti raggiunti quest’anno, la Commissione per la Prevenzione Andrologica coordinata dalla nostra PDG Daniela Tranquilli Franceschetti, con l’obiettivo di diffondere ulteriormente presso le scuole informazioni preziose per la salvaguardia della salute dei nostri ragazzi, anche con un occhio alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Sempre Daniela continuerà a lavorare nell’ambito post Covid dove abbiamo individuato come obiettivo quello di affrontare il problema delle ludopatie in età adolescenziale in tempo di pandemia.  

Un tema a cui tengo molto è la promozione dell’immagine pubblica del Rotary e la comunicazione. Sono aspetti su cui tutti noi dobbiamo impegnarci di più. La pandemia ci ha insegnato che l’utilizzo dei social media è entrato prepotentemente a far parte delle vite anche di molti che erano refrattari, e in questo contesto mutato la capacità di comunicare bene agli altri ciò che siamo e facciamo è diventata una dote fondamentale. Abbiamo quindi pensato con Claudia Rabellino di sviluppare un piano strategico di comunicazione da mettere a disposizione dei club e di creare opportunità di fare rete con altre realtà a noi esterne per essere considerati interlocutori interessanti.

Il Rotary ha bisogno di emergere dalla propria autoreferenzialità e di porsi all’attenzione del mondo esterno come una risorsa a cui attingere per migliorare le possibilità di servire.

Con Claudia e gli altri amici che la affiancheranno nella commissione stiamo studiando l’organizzazione di due convegni nei quali cercheremo proprio di sviluppare questi aspetti.

Sottolineo che anche su questo tema si è trovata una convergenza fra tutti i Distretti, perché si possa riuscire a porci all’attenzione del mondo esterno come “sistema Rotary”.

Ma si può comunicare se si realizza qualcosa di utile per gli altri e che crei interesse. Quindi si devono comunicare progetti che abbiano avuto un reale impatto positivo sulle comunità.

Ecco, quindi, che arriviamo al cuore della nostra mission: servire per cambiare vite.

I Progetti sono il cuore della nostra attività rotariana, quelli per cui ha senso la Rotary Foundation, la nostra attenzione verso i giovani, il nostro appartenere ad un network globale, che ha di recente aggiunto un nuovo paese, il Vietnam.

Sono i progetti di pubblico interesse, la nostra terza via di azione, quelli che seguono le sette aree di intervento della Fondazione, che ci danno l’orgoglio di dire a voce alta: sono un socio del Rotary!

Con Claudia Conversi approfondiremo più avanti, nel corso dell’Assemblea, quale attenzione vogliamo dare all’attività progettuale dei club.

Voglio però soffermarmi ancora una volta sulla necessità che ci dedichiamo a migliorare le condizioni di vita delle comunità vicine e di quelle lontane, consci che, realizzando i nostri obiettivi, creiamo un miglioramento anche nella vita di noi stessi.

Le aree di intervento riflettono i bisogni umanitari più pressanti e ci consentono quindi di orientare i nostri sforzi e le nostre risorse su progetti che ottengano il massimo impatto. I progetti possono essere meglio ideati e portati avanti se creiamo una sinergia con la Commissione Rotary Foundation e con la Commissione per l’Azione Internazionale. Ma, ricordatelo, i progetti devono essere realizzati con la collaborazione attiva dei nostri soci!

Come sapete le sette aree sono le seguenti:

Costruzione della pace e prevenzione dei conflitti, coordinata da Massimiliano Santaiti

Acqua e strutture igieniche e sanitarie, coordinata da Mario Figus  

Prevenzione e cura delle malattie, coordinata da Paolo Usai

Salute materna e infantile, coordinata da Giuseppe Masnata

Alfabetizzazione ed educazione di base, coordinata da Roberta Ricci

Sviluppo economico e comunitario, coordinata da Gianluca Di Loreto

E la settima, che partirà il primo luglio, sarà dedicata al sostegno ambientale e la coordinerà Mario Feruglio.

Vorremmo dedicare alle sette aree focus le Giornate Rotariane del Service che, secondo la visione del PE Metha, saranno delle opportunità per creare occasioni significative di volontariato per le famiglie e le organizzazioni partner presenti nei nostri territori, a prescindere dalle rispettive professioni o affiliazioni al Rotary. Promuovendo ampiamente le buone opere realizzate nella comunità potremo migliorare la nostra reputazione e anche attrarre nuovi soci.

Mi soffermo, ancora, su due altri azioni che mi sono care: la Protezione Civile e la Cultura.

Il nostro Giovanni Vitaloni è l’anima della collaborazione di tutti i Distretti Rotary e Rotaract con la Protezione Civile. Quest’anno è stata fondamentale per elaborare le modalità con cui rendere disponibili i nostri professionisti a servire nelle azioni riguardanti la pandemia, in particolare per la nostra partecipazione alle vaccinazioni. Sarà anche nel prossimo anno una nostra priorità, sempre nell’ottica di offrire alla collettività i nostri professionisti per il bene comune.

La Commissione per la Cultura guidata da Tatiana Kirova si occuperà di far sentire la voce del Rotary e dei Rotariani in un settore che dev’essere trainante per i territori del nostro Distretto, così ricchi di storia e di bellezze naturali e create dall’uomo. I rapporti con l’Unesco potranno creare ulteriore attenzione sul patrimonio inestimabile che è il nostro Paese.

In conclusione, care e cari amici, tante sono le idee e tanti i pensieri. Non mi nascondo le difficoltà che mi aspettano nel guidare un Distretto come il nostro, uno dei migliori Distretti del mondo. So bene che sarà difficile realizzare tutto quanto vorremmo fare, anche perché, pur essendo inguaribili ottimisti, ormai abbiamo imparato che la nostra vita può all’improvviso non essere condotta come avevamo previsto. Ma noi, come people of action, non ci siamo fermati durante il periodo peggiore della pandemia e non ci fermeremo perché la nostra ruota è inserita in un ingranaggio di moto perpetuo in cui ognuno fa la sua parte.

So che potrò contare, oltre che sulla collaborazione di tante amiche e tanti amici che servono il Rotary con passione, anche sul sostegno della mia famiglia. Rossella condivide il mio impegno ed è una insostituibile fonte di consigli e di ispirazione come pure i nostri ragazzi che si sono da tempo anche loro impegnati nella nostra associazione. Devo anche ringraziare mia mamma Annalisa, socia onoraria del mio Club, e la mamma di Rossella, Iole, che sono sempre un fondamentale punto di riferimento per noi. E un pensiero commosso desidero rivolgerlo a mio padre Marcello che, nella professione come negli altri momenti della mia vita, sento costantemente al mio fianco.

If you can dream it, you can do it disse un celebre Rotariano di nome Walt Disney. Noi Rotariani sappiamo sognare, perché sappiamo che il sogno di ognuno di noi può trovare l’aiuto di tutti gli altri per essere realizzato. E se faremo la strada camminando ognuno a fianco all’altro arriveremo lontano.

Io sono pronto ad impegnarmi con tutti voi per cercare di cambiare in meglio la vita degli altri!

Evviva il Rotary

 


“Il Rotary è uno stile di vita. Uno stile di vita buono, naturale, completo e pieno di amicizia. Il mondo è pieno di potenziali rotariani, ce ne sono molti che mi stanno ascoltando. Amico mio, se tu hai nel cuore amore per il prossimo, tu sei un potenziale rotariano”

Paul Harris — Convention di Boston 1933