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Holger Knaack ha una visione giovanile per il Rotary di domani. Con l'aiuto dei suoi amici, le cose andranno lisce come l'olio
 

Holger Knaack passa l'aspirapolvere.

Il Rotary Club di Herzogtum Lauenburg-Mölln ha terminato il suo annuale mercatino di Natale nel chiostro della cattedrale di Ratzeburg, risalente al XII secolo. Due giorni di vendita di prodotti artigianali, rametti di vischio, torte e biscotti fatti in casa hanno fruttato al club 8000 euro netti, che saranno donati a un'organizzazione no profit tedesca per la cura dei bambini con malattie gravi. Mentre i soci del club chiudono le bancarelle e tolgono sedie e tavoli, Knaack impugna l'aspirapolvere e, a testa bassa per la concentrazione, rimuove le briciole, la polvere e i frammenti di decorazioni finiti sul pavimento.

Attualmente, Knaack è il Presidente eletto del Rotary International e si prepara ad assumere l'incarico il 1° luglio 2020. Ma, allo stesso tempo, è un Rotariano come gli altri, socio del suo club da 27 anni, che offre il suo contributo come tutti. «Vuole semplicemente essere un amico tra amici», spiega Barbara Hardkop, socia del club. 

Un motto tedesco recita: man holt die Leute ins Boot. Significa portare gente a bordo della stessa barca per collaborare al raggiungimento di un obiettivo comune. Nell'anno entrante, i Rotariani scopriranno che Holger Knaack non è il tipo che se ne sta a bordo campo mentre gli altri si sporcano le mani. Ugualmente importante per Knaack è questa filosofia: lavorare sodo non significa non potersi divertire. Oltre a sfruttare quest'anno per far salire molte persone a bordo (specialmente per investire nei giovani, la sua priorità numero uno) farà del suo meglio per assicurarsi che tutti si divertano. 

«È un principio cardine per Holger», racconta Hubertus Eichblatt, socio del club e suo amico di lunga data. «Quando ci incontriamo, dobbiamo spassarcela».

 

Holger Knaack è un Presidente del Rotary atipico, e non solo perché indossa per lo più i jeans ed evita le cravatte: è il primo presidente tedesco dell'organizzazione ed è arrivato a ricoprire questa carica in modo non convenzionale. A differenza di molti tra i suoi predecessori, non ha fatto la gavetta passando per le varie cariche del Rotary. Ha servito come presidente di club e governatore, ma ha ricoperto un solo incarico (da istruttore) presso il Rotary International prima di diventare consigliere. E ricorda la sua partecipazione a un Istituto Rotary, dove tutti gli chiedevano quali altri incarichi avesse ricoperto nel distretto prima di diventare governatore. «Io rispondevo: "Nessuno, sul serio". Con grande sorpresa di tutti», ricorda lui stesso.

Knaack è particolarmente noto per il suo coinvolgimento nel programma Scambio giovani del Rotary. Quell'esperienza si è rivelata aperta, profonda e straordinariamente significativa per lui e sua moglie Susanne. I due non hanno figli, ma hanno aperto le porte di casa e il loro cuore a decine di studenti. «I Knaack hanno la casa sempre piena di ospiti, specialmente giovani», racconta Helmuth Knoth, un altro amico e socio del club di Knaack. «Avranno ospitato centinaia di persone nel corso degli anni».

Poco dopo essersi unito al suo Rotary Club, nel 1992, Knaack ha aiutato a organizzare un campo-studio nella Germania settentrionale, per studenti dello Scambio giovani a breve termine, ed è rimasto folgorato da questa esperienza. «L'ho trovato davvero un programma fantastico», spiega lui stesso. «Come diremmo in tedesco, è una cosa wo dein Herz aufgeht, che ti apre il cuore. Ogni volta che parli ai giovani, ti rispondono: "È stato il momento più bello della mia vita". A volte penso che rimangano sorpresi da loro stessi, da ciò che sono in grado di fare, e dalle possibilità che il Rotary offre loro».

Anche Knaack ha avuto opportunità di questo genere. È diventato presidente della commissione Scambio giovani del suo club; ha servito come governatore del Distretto 1940 nell'anno 2006/2007 e ha ricoperto la carica di presidente della commissione multidistrettuale Scambio giovani in Germania, fino all'inizio del suo mandato nel Consiglio centrale del Rotary nel 2013. Come fa notare, lungo il suo viaggio ha sempre avuto fiducia negli altri: «Sviluppi una visione insieme a loro e poi procedi», spiega. «Il viaggio che ognuno di noi compie è leggermente diverso: non esiste mai un'unica strada. Ma l'obiettivo deve rimanere uguale».

Sembra che i giovani capiscano intuitivamente il modo di agire di Knaack. «Holger ha una visione e la mette in pratica», spiega Brittany Arthur, socia del Rotaract Club di Berlino e del Rotary Club Berlin International. «E capisci subito che questa visione non gli è nuova. Holger e Susanne hanno ospitato decine di studenti per lo Scambio giovani. Credete forse che l'abbiano fatto solo per poter dire nel 2020 "Dobbiamo investire nei giovani"? Questa è la loro natura».

Arthur fa inoltre notare un aspetto insolito di Knaack per la sua volontà di investire "in potenziale, non in esperienza". Nel 2012 aveva avuto con lui un breve colloquio durante una riunione del club, in qualità di Borsista degli Ambasciatori australiana in Germania. Questo l'aveva spinta a parlare del suo "momento Rotary" al forum per la pace di Berlino, patrocinato da Sakuji Tanaka, Presidente del RI 2012/2013. Dopo la sua presentazione, credeva di aver finito; ma Knaack, che aveva organizzato il forum e stava mettendo in piedi un Istituto Rotary, aveva altre idee in serbo per lei. «Avevo appena finito di parlare di fronte a centinaia di Rotariani», ricorda. «Mi sentivo su di giri, e quando mi ha chiesto "Vuoi aiutarmi a organizzare l'Istituto?" gli ho risposto di sì».

Arthur, così come altri Rotariani, percepisce lo spessore della personalità persuasiva di Knaack. «È simpatico e molto divertente, ma anche tremendamente serio quando si tratta di certi aspetti. Ecco perché è un leader a tutto tondo: quando hai bisogno di lui, sa mostrare il suo interesse su più livelli».

 

È simpatico e molto divertente, ma anche tremendamente serio quando si tratta di certi aspetti. Ecco perché è un leader interessante


Holger e Susanne Knaack amano viaggiare, ma hanno trascorso tutta la vita non distanti dai loro luoghi di nascita: lei a Ratzeburg e lui nel vicino villaggio di Groß Grönau, circa 65 km a nord-est di Amburgo. Entrambi crebbero in un contesto sorprendentemente simile. Nati entrambi nel 1952, vivevano sopra l'azienda di famiglia: il nonno e il padre di Susanne insaccavano salsicce, mentre il panificio della famiglia di Holger era stato fondato dal nonno del suo bisnonno, nel 1868. «Ci sentivamo davvero amati», ricorda Holger. «Tutti si prendevano cura di te e sapevano sempre dov'eri».

Anche Hubertus Eichblatt crebbe a Ratzeburg, dove sua sorella era amica d'infanzia di Susanne (il cui cognome da nubile era Horst). «La famiglia Horst aveva l'abitudine di aprire le sue porte al prossimo, e lo stesso avviene anche con Holger», racconta. «È tutto un viavai di amici». 

Holger e Susanne abitano nella casa appartenuta alla nonna di Susanne; sua sorella Sabine Riebensahm abita invece nella casa dove i due sono cresciuti. Circa un decennio fa, dopo la morte del marito, Barbara Staats, sorella di Holger, si è trasferita in un appartamento all'ultimo piano di quella stessa casa. Le due case hanno in tutto nove stanze per gli ospiti: tra i dodici nipoti di Barbara, le decine di studenti attuali ed ex studenti dello Scambio giovani, e vari altri amici, di solito almeno una di quelle stanze è occupata.

Ogni mattina, tutti prendono una tazza di caffè in un angolino del salotto di Holger e Susanne, le cui vetrate si aprono sul Küchensee, uno dei quattro laghi che circondano Ratzeburg. Spesso pranzano insieme, e dopo il pranzo ecco un'altra tazza di caffè. Poi Holger si dedica al suo rituale: si stende su un divanetto per schiacciare un pisolino, mentre Susanne, Barbara e Sabine continuano a chiacchierare. «Adora sentire i nostri discorsi mentre fa il suo pisolino», confessa Sabine.

I quattro si dividono le faccende di casa, incluso cucinare e fare la spesa. «Se qualcuno ha bisogno di qualcosa, basta chiamare», dice Holger. «Credo che questo sia il modo perfetto per vivere: tutti insieme. Il segreto di tutto è chiedersi qual è il nostro obiettivo. E il modo in cui viviamo adesso rispecchia esattamente il nostro».

Un sabato di dicembre, Holger, Susanne, Barbara e Sabine stavano preparando del manzo alla borgognona per 23 amici intimi, da servire durante la cena organizzata dalla famiglia Knaack per l'indomani. Nello stesso momento, stavano preparando il menù di Natale per 15 ospiti. O 16, qualora avesse risposto all'invito una ragazza egiziana che studiava in Germania, figlia di alcuni Rotariani incontrati durante un Istituto Rotary a Sharm el-Sheikh. 

Helmut Knoth definisce l'ospitalità della famiglia Knaack «un colpo di fortuna per il Rotary. Organizziamo una festa almeno una volta l'anno nel loro giardino», racconta. «E se il tempo è bello, ci facciamo una nuotata. D'inverno, poi, si tiene un evento tradizionale per festeggiare il compleanno di Holger: ci raduniamo presso il club di canottaggio e facciamo un'escursione intorno al lago». Tutti i regali per il compleanno finiscono in donazioni alla Fondazione Karl Adam, fondata da Knaack a sostegno del club di canottaggio. (Ratzeburg è nota in tutto il mondo per il suo club di canottaggio, i cui soci formavano la spina dorsale delle squadre tedesche che vinsero l'oro alle Olimpiadi del 1960, 1968, 2000, 2004 e 2012. Il co-fondatore del club e allenatore di lungo corso, un docente universitario di nome Karl Adam, è considerato uno dei migliori allenatori di canottaggio di tutti i tempi e ha sviluppato la tecnica nota come "stile Ratzeburg").
 

Sfogliando l'album fotografico di famiglia, i Knaack parlano delle vacanze al mare che facevano da bambini: Holger e la sua famiglia andavano sull'isola di Sylt, nel Mare del Nord, mentre Susanne e la sua famiglia andavano lungo la costa del Mar Baltico. A pochi chilometri da casa, la famiglia di Holger aveva anche una piccola residenza estiva con un ampio giardino, dove trascorreva i fine settimana. La sua indole da esploratore lo portava in mezzo a prati e foreste. Come dice lui, «l'infanzia perfetta».

La casa dove Holger trascorse gli anni della gioventù era situata ad appena 500 metri dal Wakenitz, un piccolo fiume che segnava il confine con la Germania Orientale. «Per me – ricorda – quella era davvero la fine del mondo». In estate, lui e i suoi amici si sfidavano a raggiungere a nuoto l'altra riva del fiume. Sull'altra sponda si trovavano una palude, un campo minato e le torri di guardia presidiate dai soldati della Germania Orientale. Knaack racconta che dopo la caduta del Muro di Berlino, nel 1989, «la prima cosa che ho fatto è stata esplorare l'altra riva del fiume in bici. Tutte le torri di guardia erano aperte al pubblico. Non avevo mai visto casa nostra né il nostro villaggio da quella prospettiva».

Da giovane, Holger lavorava come autista per il panificio di famiglia durante le vacanze e i fine settimana; al termine della scuola superiore, lavorò per due anni in un altro panificio per imparare il mestiere, all'interno di un programma di Ausbildung (apprendistato). «Così potevo sfornare un sacco di cose», racconta con un sorriso. «E ancora adesso mi piace cucinare. Per lavorare al meglio, devi amare il tuo mestiere. Non è importante la tecnica di marketing che utilizzi: sta tutto nella qualità. Qualità significa amare il prodotto e cercare di crearlo al meglio delle tue possibilità. Ma devi prenderti il tempo necessario: questo è il segreto alla base di molte cose».

Dopo aver completato il suo Ausbildung e un altro anno di tirocinio presso un grande panificio di Stoccarda, si trasferì a Kiel per studiare economia aziendale. Alla prima assemblea studentesca, adocchiò la sua futura moglie. «Ho incontrato Susanne il 20 settembre 1972», racconta, «e lo ricordo molto bene».

 

Holger non fece la stessa impressione su Susanne, forse perché la loro classe era composta da 94 maschi e solo tre femmine. Ma, ben presto, i due si conobbero meglio, tanto che, nei fine settimana, tornavano a casa insieme per lavorare nelle aziende di famiglia. Prima di fare ritorno a Kiel la domenica sera, caricavano in macchina il pane sfornato dal panificio Knaack e le salsicce insaccate dal laboratorio degli Horst. «I nostri amici sapevano che potevano sempre passare da noi il lunedì», dice Susanne ridendo.

I due si laurearono nel 1975 e si sposarono l'anno dopo, ma ciascuno di loro continuò a lavorare nell'azienda di famiglia. In quel periodo, il panificio Knaack aveva un buon numero di negozi e circa cinquanta dipendenti; dopo averlo rilevato da suo padre alla fine degli anni Settanta, Holger Knaack decise di ampliare l'azienda. Desiderava inoltre sapere esattamente da dove proveniva il grano usato per creare il suo pane: per questo si rivolse al suo amico Hubertus Eichblatt, un agricoltore che aveva avviato una cooperativa con altri contadini. Knaack collaborò anche con Günther Fielmann, titolare della più grande azienda ottica d'Europa, che aveva investito nella coltivazione di grano biologico nella sua fattoria Hof Lütjensee. Insieme, Knaack e Fielmann costruirono un loro mulino ed entrarono nel mercato dei prodotti da forno biologici: una cosa nuova se pensiamo che si parla di trent'anni fa. «Holger è sempre stato una mente innovativa», racconta Eichblatt, «davvero lungimirante in questi settori».

Un'altra innovazione di Knaack fu portare la fabbricazione del pane all'interno dei punti vendita: prima di allora, il filone di pane venivano cotti in fabbrica e poi trasportati nei negozi in furgone. L'idea di Knaack era continuare a creare l'impasto in fabbrica, per poi dividerlo in porzioni, congelarlo, distribuirlo e cuocerlo nei punti vendita. Il suo motto era Der frische Bäcker, ossia "il panettiere innovativo". Oggigiorno, quasi tutti i panifici in Germani seguono questo modello.

Knaack continuò a espandere l'attività, fino ad arrivare a circa 50 punti vendita e una fabbrica con centinaia di dipendenti. Poi ricevette un'offerta d'acquisto da parte di una società internazionale che voleva investire nelle panetterie: l'offerta era davvero allettante, perciò Knaack la accettò. Non ancora quarantenne, si lanciò in altre attività imprenditoriali: si dedicò al golf e divenne ben presto presidente del suo golf club). Divenne socio attivo della Round Table, un'organizzazione di persone sotto i 40 anni; a 39 anni, si unì al Rotary Club della vicina città di Mölln (del quale rimase socio anche dopo l'ammissione di un nuovo club a Ratzeburg, con molti dei suoi amici tra i soci). Non passò molto tempo prima di sentire la sua vocazione per lo Scambio giovani del Rotary.
 

La città medievale di Ratzeburg, con la sua antica cattedrale e le case a graticcio, è situata su un'isola circondata da quattro laghi di origine glaciale. Lo Stato dello Schleswig-Holstein, nella Germania settentrionale, è costellato di laghi; strade tortuose si snodano lungo verdi paesaggi collinari, attraversando fattorie e villaggi di mattoni, costruiti secondo lo stile caratteristico della regione. Ma gli studenti ospitati a casa di Holger e Susanne hanno scoperto qualcosa di più profondo, al di là di una semplice esperienza da cartolina della Germania.

Juraj Dvořák è stato uno dei primi studenti ospitati dalla famiglia Knaack, nel 1996. Una volta rientrato in Slovacchia, il sedicenne inviò un biglietto a Holger e Susanne, che lo invitarono a tornare; ma quando il padre di Dvořák morì d'infarto, lo studente informò la famiglia Knaack che non sarebbe potuto venire. Holger e Susanne, insieme alla madre di Dvořák, insistettero affinché la visita si svolgesse come previsto. 

«Sono rimasto un mese da loro e hanno fatto di tutto per aiutarmi», ricorda Dvořák: «da quel momento, siamo rimasti buoni amici. Se non avessi incontrato Holger e Susanne, e se non mi avessero guidato in molti aspetti della mia vita, non avrei raggiunto i traguardi che ho conseguito». Ora Dvořák dirige una società di investimento a Vienna, ma non parla dei suoi successi materiali. «Sono partito da zero e sono diventato qualcuno: non perché guadagno bene, ma perché ho una personalità sana».

«Ho sempre avuto discussioni profonde con Holger» confessa Dvořák, che torna a visitarlo ogni anno: «mi diceva che la cosa più importante non sono i soldi, che dovevo amare il mio lavoro e godermi la vita. Mi diceva che dovevo viaggiare e scoprire il mondo, e mi portava spesso alle riunioni con i suoi amici Rotariani. All'epoca non capivo perché, ma, una volta cresciuto, ho compreso che si trattava di una possibilità assolutamente unica di imparare come comportarsi di fronte a gente sconosciuta. Mi ha aiutato a maturare».

A proposito di Holger e Susanne, dice inoltre: «Hanno davvero un grande cuore e un forte senso di responsabilità verso le persone a cui fanno da mentori. Sono diversi dalle altre persone: sono dei veri fuoriclasse».

La famiglia Knaack prende sul serio il mentoraggio degli studenti. «L'obiettivo principale dello Scambio giovani è immergersi in un'altra cultura e apprendere tutto ciò che puoi in merito», spiega Holger. «La cosa fantastica dello Scambio giovani è che i genitori mandano in giro per il mondo i loro figli, fiduciosi che i Rotariani li tratteranno come se fossero figli loro. Questo è un aspetto che ci rende unici: nessun'altra organizzazione di service si comporta così».

Paula Miranda ha trascorso tre mesi a casa dei Knaack, i primi ad averla ospitata nel 2008, nell'anno previsto dal suo programma di scambio. Era arrivata a Ratzeburg in gennaio dalla sua casa in Argentina: «Ricordo che erano le quattro del pomeriggio, e in Germania a quell'ora è già scesa la sera. E io pensavo: "Oh cielo, dove mi trovo?" E loro mi hanno accolta con un piatto della tradizione tedesca».


Holger mi diceva che la cosa più importante non sono i soldi, che dovevo amare il mio lavoro e godermi la vita

 

When Miranda turned 19 a month later, Holger and Susanne organized a birthday party with some of her new friends from school. “They made barbecue Quando Miranda compì 19 anni il mese dopo, Holger e Susanne organizzarono una festa di compleanno con alcuni dei suoi nuovi compagni di scuola. «Avevano preparato un barbecue a base di asado, come facciamo in Argentina», ricorda lei: «Volevano farmi sentire come a casa mia: l'ho apprezzato davvero. L'esperienza del mio anno non sarebbe stata la stessa senza di loro: li amo proprio».

Alois Serwaty, past governatore del Distretto 1870, incontrò per la prima volta i Knaack 25 anni fa, in occasione di una conferenza multidistrettuale Scambio giovani in Germania. Come spiega lui stesso, «Holger e Susanne hanno un modo di fare semplice e aperto, che attrae e motiva i giovani: quando li incontri, capisci subito che adorano stare con loro. Dal punto di vista di Holger, il Rotary deve rimanere giovane: lavorare con e per i giovani mantiene giovane anche te». 

Dvořák concorda: «Ho incontrato Holger a dicembre e ho notato che non è affatto cambiato dopo 24 anni: è sempre la stessa persona, forse con qualche ruga in più. Il programma Scambio giovani gli infonde energia».

Un motto che si sente spesso tra i Rotaractiani tedeschi recita: auf Augenhöhe begegnen, ossia "incontrarsi all'altezza degli occhi". «Vuol dire che tutti sono uguali e hanno gli stessi mezzi», spiega Susanne. «Non c'è alcuna differenza tra un dirigente d'azienda e un autista: puoi discutere un problema e trovare una soluzione senza che l'altra persona creda di ricevere un ordine dall'alto».

Secondo i suoi familiari e amici, Holger ha un certo talento per questo: «Se non riesce a fare qualcosa da solo, riesce perfettamente a delegarla ad altri», dice Susanne scoppiando in una risata. «Sa riconoscere chi può essere più bravo a fare qualcosa: è un dono di natura che lui ha».

Come esempio, Susanne racconta il successo ottenuto da Holger nel lavorare con i Rotaractiani all'Istituto Rotary di Berlino. «Loro dicevano: "Faremo noi le sessioni tematiche", e lui, anziché reagire con un "Non potete farlo", ha risposto: "Bene, fate pure". Confida che le altre persone riescano in quello che fanno, ma rimane sempre dietro le quinte a dare un'occhiata. La stessa cosa è accaduta alla Convention di Amburgo», dove Knaack e Andreas von Möller erano co-presidenti del Comitato organizzatore 2019. «Anche lì erano coinvolti numerosi Rotaractiani».

 

Dobbiamo prenderci cura dei nostri Rotary Club e dei nostri amici nei club

 

Come racconta Susanne, uno degli obiettivi principali di suo marito è continuare a riavvicinare il Rotary e il Rotaract. «È entusiasta di ciò che desidera ottenere»; e quando è entusiasta di qualcosa, «riesce a entusiasmare anche gli altri», aggiunge Sabine, sorella di Susanne. Come fa notare Brittany Arthur, «ti sembra di investire nella sua visione».

Mentre bevono un cappuccino nel soleggiato caffè dell'Hotel Seehof di Ratzeburg, che si affaccia sul luccicante Küchensee, Hubertus Eichblatt, Helmut Knoth, Jens-Uwe Janssen e Andreas-Peter Ehlers (amici di Holger e, come lui, soci del Rotary Club di Herzogtum Lauenburg-Mölln) concordano che Knaack ha un certo talento nel trovare volontari. Ehlers ricorda il periodo in cui serviva come segretario del distretto durante l'anno da governatore di Knaack: «Prima di allora – dice – gli altri governatori non facevano che ripetere "Qualcuno dovrà pur farlo", oppure "A chi assegnerò questo lavoro?" Holger, invece, parlava in modo più specifico: "Hubertus, ci ho riflettuto e ritengo che tu sia la persona giusta per svolgere questo incarico. È fatto apposta per te, Hubertus: e gradirei davvero che fossi tu a occupartene. Sarebbe fantastico se lo facessi tu!" Ti propone un'offerta che non puoi rifiutare. E lo fai di buon grado, perché non è una persona che ti affida un incarico e poi se ne va: al contrario, dopo un mese torna e ti chiede "Hubertus, va tutto bene? Posso aiutarti"»?

Eichblatt completa la descrizione con una risata, ma sottolinea che Knaack ha successo perché il suo entusiasmo è contagioso e funge da esempio per gli altri: «Incarna tutte queste caratteristiche positive, perciò è relativamente facile per lui convincere gli altri ad agire».

I loro discorsi sulle qualità di Knaack riecheggiano ciò che si dice in giro di lui, ossia che non è mai di cattivo umore. Ma, da amici intimi quali sono, insistono a dire che non è perfetto. «Dobbiamo trovare un suo punto debole», medita Eichblatt, prima di concentrarsi su un piccolo neo della sua personalità. «È molto attento a come si veste... Ci sono: i suoi occhiali»!

Il solo nominare gli occhiali caratteristici di Knaack scatena l'immediata reazione del gruppo: «È l'unico che indossa occhiali del genere», esclama Ehlers. «E se si rompono, niente paura: ne ha un paio di riserva»!

«Sono il suo marchio di fabbrica», aggiunge Knoth. «Da quando lo conosco, l'ho sempre visto indossare quegli occhiali. Le cravatte le porta di rado; i jeans, sempre. Ha un aspetto giovanile. Anzi, è giovanile»! I vecchi amici terminano il loro cappuccino tra risate e cenni del capo.
 

La filosofia di Knaack si applica in modo specifico al Rotary: puoi lavorare sodo, ma devi anche divertirti. «Per lui è davvero divertente viaggiare in giro per il mondo e parlare con la gente», dice Susanne, socia fondatrice del Rotary E-Club Hamburg Connect. «Il Rotary è divertente per lui, così come lo è per me». 

Knaack vuole che tutti si divertano al Rotary e siano onorati di farne parte. «Tutti noi amiamo quest'organizzazione: dovremmo sentirci in debito con il Rotary e fare qualcosa per rafforzarlo», ribadisce. «Non è difficile fare di più: basta essere più coinvolti nel proprio club, mostrare più interesse verso gli amici, e farsi coinvolgere di più nei progetti e nei programmi. Fatti queste domande: "Il nostro club è coinvolto nell'Azione per i giovani? Possiamo trovare nuove idee per le raccolte fondi?" È responsabilità del club anche far sentire le persone a loro agio, ben accolte e orgogliose di farne parte: essere un Rotariano deve essere qualcosa di speciale».

Mentre pensa all'anno entrante, fa notare che il Presidente del Rotary riceve inviti a molti eventi (inclusi i congressi distrettuali), ma è più facile che invii un suo rappresentante. Knaack ha invece intenzione di partecipare, anche solo in forma virtuale, al congresso del Distretto 1940, il cui governatore in carica, Edgar Friedrich, è socio del Rotary Club di Herzogtum Lauenburg-Mölln. «Credo che si possa fare un'eccezione per il proprio distretto, specialmente se il governatore proviene dal tuo stesso club», dice Knaack. «Il tuo Rotary Club ha una grande importanza. Qualsiasi incarico tu abbia ricoperto nel Rotary, anche di una certa importanza, alla fin fine resti sempre un socio del tuo Rotary Club di appartenenza e sei sempre felice di ritrovare i tuoi amici». 

«Ecco perché dobbiamo prenderci cura dei nostri Rotary Club e dei nostri amici nei club. Non ha importanza che tu sia stato presidente oppure no: alla fine della fiera, è importante che tu ti senta tra amici».
 

• Questa storia è stata già pubblicata nel numero di luglio 2020 della rivista The Rotarian.


“Il Rotary è uno stile di vita. Uno stile di vita buono, naturale, completo e pieno di amicizia. Il mondo è pieno di potenziali rotariani, ce ne sono molti che mi stanno ascoltando. Amico mio, se tu hai nel cuore amore per il prossimo, tu sei un potenziale rotariano”

Paul Harris — Convention di Boston 1933